Crisi di valori alimentari

Chi conosce il cibo convenience?

L’Italia si è salvata per parecchio tempo da questa pratica poco ortodossa per i nostri palati, che tuttavia in seguito alle liberalizzazioni del commercio a volte rischia di diventare una vera e propria truffa.

Infatti se il made in Italy brilla per la sua qualità nel settore alimentare, spesse volte gli italiani stessi si fanno turlupinare nei ristoranti acchiappa turisti. E’ vero che il cibo precotto può essere una valida e rapida proposta per un fast food nei bar delle frenetiche città, quando l’offerta dei ristoranti è effettivamente troppo cara per un lavoratore, tuttavia la diffusione del prodotto convenience non si limita a questo. La battaglia di Slow Food a volte troppo ortodossa sul chilometro zero (che costa e parecchio) lancia il giusto anatema contro i furbetti della ristorazione. Self service ma anche ristoranti “normali” fanno spesso uso – a nostra insaputa- di prodotti pronti, surgelati e precotti, spacciati per prelibatezze. Ovviamente noi non possiamo accorgercene a meno di essere informati. Le categorie merceologiche vendute sono svariate, dalla lasagna alla selvaggina. Ovviamente all’estero questo processo è molto più diffuso che da noi, anche se ormai qualcuno cerca di risparmiare mettendo in outsourcing la cucina. Come difenderci e capire dove c’è la buona fede e dove no? Solitamente laddove ci sono tanti turisti e tanto smercio, se la varietà dei prodotti offerti è troppo variegata, allora c’è puzza di convenience. Come si può cucinare un bel salmì di cervo, pizzoccheri e avere anche le cozze ripiene? Questi sono misteri la cui risposta ora sarà più semplice. Diffidare quindi dai menù troppo ricchi: una spia sono i cornetti (i fagiolini) per contorno che sono verde veronese.  Poi c’è il pane. Se il pane non è buono, difficile che lo sia anche il resto. Meglio un menù più scarno, col prodotto del giorno semplice ma sincero dunque. L’incubo di una spesa di 30-40 euro al ristorante per mangiare roba uscita dal microonde facciamolo vivere a qualcunaltro

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