Tag Archives: fraintendimento

Il travaglio dell’antipolitica

 

Che cosa è l’antipolitica?

 

Sicuramente non è il Movimento Cinque Stelle. O meglio esso è una conseguenza politica dell’antipolitica. E a sua volta l’antipolitica è piuttosto una conseguenza di quell’editto bulgaro che censurò l’informazione. Da lì in poi un certo dipietrismo e musodurismo da asini volanti ha confuso la politica con la denuncia. Tutti a batter le mani come fessi a Travaglio dicendo che lui sì che era bravo. Ma lui è un giornalista, fa il suo mestiere. Dire che le cose non vanno bene spetta a lui, ma lui denuncia, non propone, poiché quello è il compito politico degli eletti e dei militanti. L’antipolitica è l’elevazione spirituale snaturata e manichea della trasparenza a livelli celesti . La trasparenza ci deve essere sempre, ma prima servono le idee, la chiarezza e la pulizia sono una conditio sine qua non. Comunicare non è cosa diversa da fare politica. Comunicare una cosa male e in modo sbagliato significa fare una politica sbagliata.  L’antipolitica è la parcellizzazione della politica. E’ il fraintendimento delle questione, ovvero lo spostare dal campo dei problemi i temi e portarli in quello delle emozioni. La politica non è emotiva, può esserlo semmai una scelta, ma non possiamo farci trasportare dalle suggestioni, perché finiremmo fuori strada. Il M5S ha responsabilità minori, poiché seppure si è cavalcato un film fascistoide come V per Vendetta, i danni più gravi vengono dalle irresponsabile informazione fatta da Santoro e Travaglio. Pur condividendo praticamente tutto di quanto detto negli ultimi anni, credo che le modalità abbiano fiaccato la fiducia degli italiani, nell’insano tentativo di incensazione dell’informazione. Informare è giusto, giustissimo. Ma non basta. Essere informati non significa essere consapevoli. Sapere che le cose non vanno, non significa sapere che sappiamo come possono essere risolte. Comunicare bene e avere buoni slogan, non significa poi poterli applicare nella realtà. Finché tutto rimane nei modelli, allora ha ragione “l’aria fritta”, ma quando ci si confronta nella concretezza dei problemi, succedono cose differenti. Quindi la vera antipolitica è il fraintendimento della denuncia giornalistica, che mai potrà sostituirsi alla costruzione partecipativa. La piazza che manifesta è ottima, ma oltre la parata e la barricata serve sempre un progetto, magari un progetto partecipato.