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E’ stato un tempo il mondo giovane e forte

Non so voi, ma ho guardato questo documentario sulla incisione (ormai nel 1993) dell’Album del Consorzio dei Suonatori Indipendenti Ko de mondo a Finstere in Bretagna e mi sono reso conto che le parole che parlano di musica, armonie e canzoni sono molto attuali, non solo quelle di Ferretti, Maroccolo, Magnelli, Canali e Zamboni, non solo i testi, ma anche le riflessioni dei suonatori.

La rabbia è una scintilla vitale credo che non vada coltivata a parte in un periodo della propria vita che è quello dell’adolescenza

Un adolescente se coltiva la sua rabbia forse questo gli potrà fare comodo, poi superata la fase dell’adolescenza no, bisognerebbe trasfomarla in energia positiva.

Però la rabbia è essenziale per vivere.

Queste parole di Ferretti penso siano attualissime quando si parla di indignazione e soprattutto se si pensa a che cosa fare dopo che ci si è indignati.

Oppure le parole di Giorgio Canali

Mi fa molto ridere che la creatività nasca dalla sofferenza, sono stronzate, però in effetti, però se stai bene, perché devi andare a comunicare cose agli altri?

Una bella sberla alla società della comunicazione in cui siamo finiti.

D’altronde in “A tratti” si diceva   Non fare di me un idolo mi brucerò, se divento un megafono m’incepperò. Ecco questo è successo a tutti gli ammalati di protagonismo, in varie forme e colori, ma è successo.  Ora tocca spostare la puntina sul vinile e far ripartire la musica.

Sì, perché il bello è che oggi trentanni dopo la nascita del CD, il vinile e esiste ancora, resiste anche se poi la musica si scarica e i concerti sono diventati un fenomeno aggregante sensazionale, un po’ come lo era nell’epoca d’oro nei primi anni ’70.

PS chi ha la buona volontà vada avanti a vedersi gli altri tre pezzi del documentario, merita molto e dice cose interessanti e non convenzionali.

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Oltre la divisione tra moderati e progressisti

Ha detto bene oggi il  vescovo  di Cremona, la religione cristiana non può essere ridotta ad un’etica. Ma quale etica abbiamo visto sventolare da chi si professa baluardo dei valori cristiani? Un’etica naufragata nel malaffare e in circoli a dir poco presentabili. E non parliamo di zeloti o di esseni.                                                    Basta un crocifisso o una messa davanti alle telecamere per farsi portatore di quei valori? Certamente no. E certo è che quei valori rientrano nei valori etici, ma non si limitano alla dimensione religiosa e la religione non si limita a quei valori, poiché essa resta un fatto fondamentalmente intimo e privato.  L’Italia per fortuna nostra è uno stato laico. Mai confondere i piani. Per troppo tempo abbiamo visto conversioni improvvise, insospettabili affascinati, atei devoti: ecco io credo che questo sia il momento di dire che possiamo andare oltre alla divisione tra cristiani e progressisti. Possiamo andare oltre, oltre alle etichette che ci danno e che ci diamo e lasciare che siano invece le opere a parlare per noi. Lo sviluppo del senso civico nel nord Europa nasce proprio dall’unione dei principi portati avanti per secoli dalle chiese nazionali, dal senso di comunità inteso come Folk, Persone unito al pensiero socialdemocratico che si è man mano articolato durante il secolo scorso.

Potrà mai l’Italia avere uno sviluppo in questa direzione?  Un esempio in senso lato ci viene dalla tradizione emiliana, esempio di eccellenza regionale che ricorda molto quello dei paesi nordeuropei. In futuro teniamolo presente.