Tag Archives: horror

la moda delle gonne lunghe e letteratura horror: come riconoscere i momenti storici senza conflitti

Sì, magari pare sia solo una coincidenza ma nella storia del XX secolo è accaduto che nei ruggenti anni venti nacque con Poe e Lovecraft la letteratura orrorifica, una vera novità per quello che era il romanza d’appendice e che però essendo metabolicamente connesso con il sentire comune dell’epoca probabilmente vivificava e materializzava le paure oscure e nascoste della popolazione che usciva da una guerra di dimensioni globali.

Creature dell’immaginazione, immerse nella deformità, contro le leggi della Natura, contesti passati o alieni, luoghi della memoria o di morte, tutte caratteristiche di questo filone letterario che non possono che essere appunto la rappresentazione delle contraddizioni e degli orrori che si possono vivere durante la guerra, appunto il contrario della pace e della normale vita cittadina secondo le cui regole tutto sarebbe opportuno che così si fosse mossa.

Questa stessa situazione si verificò anche dopo il secondo conflitto mondiale, stavolta nell’ancor più popolare dimensione cartacea del fumetto, figlio illegittimo di quel filone che nel secolo precedente aveva regalato romanzi d’avventura ambientati in mari lontani o in epoche remote, qua si affidava al senso grandguignolesco dei giovani dell’epoca col ritorno di vampiri, uomini artificiali e ragni giganti e la loro apparizione nella vita comune. Il tutto nel clima sospettoso del maccartismo che queste riviste fece chiudere per paura, la stessa che avrebbero dovuto suscitare i fumetti appunto, e che nel tentativo di esorcizzarla distraevano i giovani dalla corretta morale che si conveniva al tempo.

Anche in questo caso il clima di tensione  le storie narrate facevano da ponte con quanto visto nella guerra più devastante di sempre e la paura strisciante, anticipando di fatto il sentimento che da lì a poco con le guerre di Corea e Vietnam avrebbero coinvolto nuovamente i giovani americani.

Parrebbe finita e invece il genere orrorifico ha negli anni ’90 del XX secolo un altro picco di attenzione e successo nel filone popolare dei fumetti. Sandman e tutto il ciclo pubblicato dalla Vertigo, Hellboy della Darkhors,  il ciclo dellla così detta “marvel edge” con testate dedicate a Ghost Rider, Venom, Morbius e forse la più celebre icona della Image Comics, Spawn, unito ai numerosissimi giochi da tavolo e di ruolo legati al mondo dei vampiri e del ciclo lovecraftiano di Cthulhu.

Il tutto immediatamente prima dell’11 settembre, quindi ben inserito nel periodo di pace e crescita economica del periodo Clinton tra le due Guerre del Golfo.

Verrebbe da pensare che -per quanto riguarda questo genere almeno negli USA, ma forse non solo lì- quando c’è un ritorno di fiamma per il genere significa che si stia vivendo un periodo di pace, una pace consapevole di essere temporanea e che però esorcizza la paura di un ritorno alla guerra.

Non è un caso infatti che se questo genere  è sempre presente soprattutto in quelli che sono le fasce più basse e popolari del mondo letterario, i successi di mercato e il divenire permeativi e lasciare delle “pietre miliari” sono riscontrabili proprio durante i periodo di pace e crescita economica: i ruggenti anni ’20, i felici anni ’50 e gli anni ’90 dopo il crollo della cortina di ferro.

In sintesi potremmo dire che la letteratura orrorifica è come la gonna lunga: va di moda nei periodi in cui c’è un ciclo di espansione economica.