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Contro la corrente

La possibilità concreta di vincere le elezioni cittadine questa volta è accessibile per il centrosinistra: ma a che prezzo? Che città ci troveremo ad ereditare dopo venti anni di gestione dissennata della cosa pubblica locale?

Il processo delle primarie ha aperto un cantiere del programma che ha dato ampio spazio alla società civile e ai movimenti che ruotano attorno al Partito Democratico. Il prossimo passo sarà quello di passare al ballottaggio e poi al secondo turno, vincere le elezioni. Il Partito Democratico grazie anche alla guida di un candidato sindaco non solo può ambire a guidare questa città per il prossimo decennio verso un periodo di crescita, ma può addirittura cambiare le carte in tavola. Troppi anni ci hanno mostrato spartizioni, lottizzazioni, a favore di questa o quella persona della tal corrente, una donna a coprire come la foglia di fico evidenti lacune del retroterra culturale delle stesse. Purtroppo questo modus operandi lo abbiamo visto in modo macroscopico a livello nazionale.

La mia convinzione personale è che un compito per un assessorato o un ministero non deve seguire come solitamente si tende a fare la logica della corrente, ma quella del merito.  Appoggi del tale onorevole o la longa manus dell’XYZ di turno che sposta le sue amicizie in base all’interesse economico di appalti e altre amenità sono l’eredità di un ventennio sciagurato.

Sono convinto che una persona come Mario Lucini saprà fare le sue scelte in modo drasticamente diverso, nel modo in cui un cittadino normale vorrebbe.  Non diamo nomine in base alle categorie, quella è una politica alla village people, con ogni bandierina da rappresentare: diamo forza a una politica di rinnovamento e cambiamento, una politica nuova anche grazie alla partecipazione dei giovani.

Il problema però resta sempre lo stesso. L’etichetta, la categoria, sono motivazioni vuote se dietro non c’è un contenuto.  Non possiamo affidare le nostre scelte a vuote tautologie. Non posso votare uno del nord, perché sono del nord, non posso votare un giovane perché sono giovane, non posso vuotare una donna perché sono una donna. questo categorizzare è estremamente negativo, perché ci distoglie dalle scelte secondo un principio di opportunità e per sostituirsi ad un tribale principio di identità.  Il centrosinistra può superare queste contraddizioni che hanno distinto in modo poco costruttivo la politica recente.  Serve invertire la corrente, non adeguarsi ad essa.