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Berlin Blues – Alice Phoebe Lou – Lyrics

It Ruffled up my feathers and it barked right up my tree
When Suddenly it seemed all the fingers were pointing on up at me
And the footsteps in the sand
And we are were all getting
Washed up by the sea
To leave me in stitches
Bursting at the seams
Bursting at the seams

When the sun came out to greet me
I only saw the wolves from my dreams
This is my Berlin blues song
Sometimes life can get a little wrong
But it won’t be long
‘Cause it just makes me strong

And there is a place where we one day
Would delve where there no more walking on eggshells
Where ideas are for free
OH! It’s the place to be
A great mind’s no longer the minority

I’ll see you there with your hands in the air
Where the canvas is bare
And there’s no more despair
And your third eye would stare
Nothing can compare
not want care
and I’ll see you there

I’ll see you there
I’ll see you there
I’ll see you there
I’ll see you there

This is my Berlin blues song
Sometimes life can get a little wrong
But it won’t be long
‘Cause it just makes me strong

there is a place where we one day
Would delve where there no more walking on eggshells
Where ideas are for free
OH! It’s the place to be
A great mind’s no longer the minority

I’ll see you there with your hands in the air
Where the canvas is bare
And there’s no more despair
And your third eye would stare
Nothing can compare
not want care
and I’ll see you there

I’ll see you there
I’ll see you there
I’ll see you there
I’ll see you there

This is my Berlin blues song
Sometimes life can get a little wrong
But it won’t be long
Cuz it just makes me strong

Le Mezze Stagioni

Invito a leggervi questa recensione su questo fantastico gruppo che ho scoperto di recente.

Quando penso alla contemporaneità, alla consapevolezza del passato e alla malinconia del futuro, ecco, nulla è sintetizzato come nei loro testi e in una melodia che passa dai Kings of Convenience ai gruppi post-grunge radio friendly di metà anni ’90. Una versione new-global e molto  patchanka e  un po’ pachanga di quel che fu la gloriosa scuola dei cantautori genovesi.

“Se ripenso a te
a volte sai mi viene male
Italia mia
a Genova c’è un altro sole
non mi chiedere di spiegare
cosa provo quando devo ritornare”

Il prendere il largo per cercare un futuro migliore oltre il mare. Un destino comune a molti giovani di ieri e di oggi.

E’ stato un tempo il mondo giovane e forte

Non so voi, ma ho guardato questo documentario sulla incisione (ormai nel 1993) dell’Album del Consorzio dei Suonatori Indipendenti Ko de mondo a Finstere in Bretagna e mi sono reso conto che le parole che parlano di musica, armonie e canzoni sono molto attuali, non solo quelle di Ferretti, Maroccolo, Magnelli, Canali e Zamboni, non solo i testi, ma anche le riflessioni dei suonatori.

La rabbia è una scintilla vitale credo che non vada coltivata a parte in un periodo della propria vita che è quello dell’adolescenza

Un adolescente se coltiva la sua rabbia forse questo gli potrà fare comodo, poi superata la fase dell’adolescenza no, bisognerebbe trasfomarla in energia positiva.

Però la rabbia è essenziale per vivere.

Queste parole di Ferretti penso siano attualissime quando si parla di indignazione e soprattutto se si pensa a che cosa fare dopo che ci si è indignati.

Oppure le parole di Giorgio Canali

Mi fa molto ridere che la creatività nasca dalla sofferenza, sono stronzate, però in effetti, però se stai bene, perché devi andare a comunicare cose agli altri?

Una bella sberla alla società della comunicazione in cui siamo finiti.

D’altronde in “A tratti” si diceva   Non fare di me un idolo mi brucerò, se divento un megafono m’incepperò. Ecco questo è successo a tutti gli ammalati di protagonismo, in varie forme e colori, ma è successo.  Ora tocca spostare la puntina sul vinile e far ripartire la musica.

Sì, perché il bello è che oggi trentanni dopo la nascita del CD, il vinile e esiste ancora, resiste anche se poi la musica si scarica e i concerti sono diventati un fenomeno aggregante sensazionale, un po’ come lo era nell’epoca d’oro nei primi anni ’70.

PS chi ha la buona volontà vada avanti a vedersi gli altri tre pezzi del documentario, merita molto e dice cose interessanti e non convenzionali.

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Spazi per i giovani

Nel 1998 chiusero i due principali spazi di aggregazione giovanile di Como: il rockclub di piazza Roma e la ludoteca di via Volta. Nonostante i tentativi di alcuni volenterosi, da allora organizzare in modo strutturato e organico una proposta alternativa e culturale per il tempo libero di giovani (e meno giovani) è risultato assai complicato. Cambiare significa avere spazi dove poter coltivare una idea e potersi esprimersi. Anni di centrodestra hanno fatto credere che queste cose fossero assolutamente negative, ma quello che ne è conseguito è stato un vuoto pneumatico ad alto tasso alcolico per le sere del fine settimana. Nessuno è contro un paio di birre o i cocktail, ma se Como vuole essere una città viva, non basta una “movida” coi mojto e negroni sbagliati, non può esserci solo sterile e chiassoso abbeveraggio. Una politica seria deve considerare quali opportunità si offrono ai giovani e se non ce ne sono, deve provare a creare di altre. A livello di amministrazione comunale si può creare un dialogo costruttivo per l’organizzazione di attività e il coinvolgimento. Questo non è stato fatto per anni e anni. Ora tocca a noi ripartire con il piede giusto.